Le crociere a Reggio Calabria. Quale futuro?

QUALE FUTURO PER LE CROCIERE A REGGIO CALABRIA

La Calabria è la regione italiana con il maggior sviluppo costiero senza un porto crocieristico di riferimento. Ovviamente non si tratta di un bel primato: le uniche due realtà che finora sono state “sfiorate” dal turismo crocieristico sono Corigliano Calabro e Reggio Calabria. Il primo scalo è stato sperimentato da Costa Crociere in sostituzione dei porti turchi dopo la cancellazione di quest’ultimi dalle rotte internazionali, ma l’esperimento non ha avuto grande successo. Reggio Calabria invece è quello che ha un potenziale maggiore, poco sfruttato fino ad ora.

Attualmente lo scalo di Reggio è nel calendario delle crociere di Costa neoRiviera di Costa Crociere e di AIDAstella di AIDA Kreuzfahrten: parliamo di poco più di una decina di scali totali. Quindi possiamo definire Reggio uno scalo crocieristico a livello di sviluppo embrionale.
Ma se da un lato la Calabria non ha un grande sviluppo a livello portuale, attraverso lo Stretto di Messina transitano mediamente un migliaio (!) di navi da crociera all’anno. Una cifra che fa riflettere, se pensiamo che molte di queste navi potrebbero tranquillamente scalare il porto reggino. Cerchiamo di definire meglio questo aspetto.

AIDAstella a Reggio Calabria

AIDAstella a Reggio Calabria

Attualmente i fondali del porto cittadino hanno una profondità media di 7,5 metri, che preclude l’accesso alle navi di grandi dimensioni. Quindi gioco-forza il target attuale è quello delle navi medio-piccole come Costa neoRiviera, che ha una stazza lorda di 48.200 tonnellate ed un pescaggio di 7 metri, mentre AIDAstella stazza 71.304 tonnellate per 7,20 metri di pescaggio. Potremmo quindi indicare in 75.000 t.s.l. circa il limite massimo delle navi da crociera che attualmente potrebbero approdare nello scalo reggino. Queste dimensioni massime fanno si che le navi upper-premium e luxury siano quelle più alla portata di questo porto.

Gli ospiti “tipo” di queste navi sono crocieristi molto esigenti, ai quali bisognerebbe offrire il massimo possibile dal punto di vista turistico e dell’accoglienza. Ma cosa può offrire Reggio?

In primis un centro storico raggiungibile facilmente a piedi dalla banchina commerciale dove attualmente ormeggiano i cruise liners. Centro dove è sito il celebre Museo nazionale della Magna Grecia dove sono custoditi i famosi Bronzi di Riace. Il lungomare Italo Falcomatà e i resti delle terme romane sono altri due punti da non perdere per un turista che giunge in visita a Reggio.

Per quel che riguarda le escursioni fuori città invece Scilla rappresenta una “piccola Taormina” per Reggio. Dista circa 20-30 minuti dal centro della città ed il suo pittoresco centro storico con il castello dei Ruffo di Calabria rappresenta una splendida vedetta sullo stretto.
E se il crocierista volesse semplicemente fare una giornata di mare? Avrebbe l’imbarazzo della scelta, soprattutto considerando che la stazione ferroviaria di Santa Caterina, attualmente clamorosamente non collegata direttamente al porto, dista soltanto qualche manciata di passi dal punto in cui attraccano le navi da crociera.

Costa neoRomantica a Reggio Calabria

Costa neoRomantica a Reggio Calabria

Oltre a tutto questo, la terra di Calabria è famosa anche per i suoi sapori e le escursioni incentrate sull’eno-gastronomia, tipologia di tour particolarmente apprezzata dagli ospiti che scelgono la tipologia di navi che potrebbero far tappa a Reggio. Questo è un momento storico per l’industria delle crociere che sta vivendo una fase di fortissima espansione a livello globale, mentre il Mediterraneo sta soffrendo un po’ per diversi fattori. In primis la situazione geopolitica che ha causato la cancellazione dai calendari di tutte le compagnie di destinazioni imperdibili un tempo come Turchia, Tunisia ed Egitto; in secondo piano va ricordata anche la sofferenza dell’Adriatico che a causa della grottesca situazione veneziana ha visto sparire dalle proprie acque tutte le navi da crociera più grandi e moderne. In questa situazione gli armatori hanno spostato parte delle proprie flotte su destinazioni più remunerative e sicure, ma al contempo stanno cercando nuovi scali nel Mare Nostrum che possano sostituire i porti perduti a causa della crisi del vicino oriente. Quale occasione migliore per Reggio Calabria per presentarsi al mondo armatoriale internazionale?
Se si riuscisse in questo intento il risultato per l’economia locale sarebbe molto positivo in qualunque caso. Se ipotizziamo la media minima di una toccata a settimana di navi con 1.000 passeggeri ciascuna con una spesa procapite a terra di 100 Euro (ma gli ospiti delle extralusso spendono anche di più), l’indotto locale beneficerebbe di circa 5 milioni di Euro. Questo con soli 50.000 passeggeri annui in transito, parliamo di numeri veramente piccoli e quindi non impossibili da raggiungere.

Poi, con un seria programmazione ed investimenti mirati Reggio potrebbe accogliere anche le meganavi. Come? Con il dragaggio del porto portando il fondale a 10 metri costanti di profondità, attrezzando la banchina commerciale con una stazione marittima ed infine, perché no, rivitalizzando l’aeroporto locale. Infatti avere una infrastruttura del genere così vicina al porto permetterebbe alla città di avere delle possibilità anche come porto d’imbarco. Un fattore che alla dirimpettaia Messina manca, visto che l’aeroporto di Catania si trova parecchio distante.

Costa Luminosa in transito sullo Stretto di Messina

Costa Luminosa in transito sullo Stretto di Messina

Ma i sogni vengono tenuti nel cassetto, in Italia e ancora di più al Sud, questi investimenti richiedono tempi biblici, purtroppo questo annoso problema italico rallenta da sempre lo sviluppo del Paese. Però con un po’ di buona volontà e perseveranza Reggio Calabria potrebbe entrare nel giro delle navi bianche in poco tempo valorizzando quello di cui già dispone con significativi benefici per l’occupazione locale. Basta volerlo!

Matteo Martinuzzi e Valerio Denaro

Foto di Roberto Munaò (Ships of Messina)

Autore: VaLyUS

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