Intervista a Joseph Farcus sulle sue “creazioni” per Costa Crociere. E sulla svolta delle ultime navi

Quando l’architettura vuole meravigliare

Se Giovan Battista Marino, uno degli “ideologi” del barocco letterario italiano, propugnava la “poetica della meraviglia”, qualche secolo dopo l’architetto Joseph Farcus dichiara che la “stunning view”, la vista stupefacente, è il suo obiettivo artistico. Corsi e ricorsi storici. Un tale principio, applicato alla progettazione navale, ha portato a tutte le “creature” di Costa Crociere dalla Atlantica (2000) alla recentissima Favolosa, inaugurata a Trieste il 2 luglio scorso.

Farcus, 67 anni, americano di Miami, ha incontrato i giornalisti a bordo e con la sua aria gioviale e l’immancabile papillon ha spiegato ancora una volta le radici della sua ispirazione, regalando anche qualche inedita ricostruzione della “virata” che il suo genio ha percorso per le ultime “figlie” (Luminosa e Deliziosa in particolare), d’intesa con i dirigenti della compagnia.

Non a caso, durante la presentazione, il presidente di Costa Crociere, Pier Luigi Foschi, ha detto di essere “molto soddisfatto del lavoro svolto dall’architetto e di coltivare la speranza di potergli affidare la costruzione ancora di molte navi”. Farcus è oggi considerato a livello mondiale un maestro della pop art applicata all’architettura navale e molti lo definiscono il vero creatore del concetto di “fun ship” che la Carnival, il primo gruppo crocieristico al mondo, coltiva ancor di più della controllata Costa. L’innovativa filosofia di progettazione e gestione degli spazi e degli oggetti che Farcus propone sulle navi Costa (ma anche Carnival) è concepita per catapultare l’ospite in un mondo fantastico,extra-ordinario, da sogno, dove il design e l’arte diventano linguaggi per trasformare sensazioni ed esperienze quotidiane. La nave, ancor di più dell’itinerario, diventa l’obiettivo stesso della crociera, un luogo ricco di suggestioni oniriche, seduttivo, teatro ideale della vacanza “amazing”, divertente e stupefacente.

“Voglio – ha detto Farcus a bordo della Favolosa – che il passeggero trovi sulla nave qualcosa di meraviglioso fino all’ultimo momento della sua settimana di crociera. Anche un oggetto semplice e d’uso quotidiano come una sedia o un abat jour può caricarsi di significati altri, suscitare una emozione che deve essere diversa da quanto si prova a casa, nel proprio appartamento”. E ancora: “Voglio che la nave abbia la stessa capacità di stimolare la mente di un libro così avvincente che non si riesce a posarlo”.

L’attività di Farcus è quindi un elemento integrante dell’evoluzione del mondo delle crociere, trasformatosi da fenomeno elitario a movimento di massa, un sogno a portata di mano. Si è passati quindi, negli ultimi dieci anni, da ambienti raffinati ed eleganti, che facevano il verso ai saloni nobiliari italiani, all’architettura postmoderna che sceglie il fantastico e lo pone a disposizione di tutti. Dove il raffinato e l’elegante sono ancora presenti (si pensi alla riproduzione del Caffè Florian dell’Atlantica) ma si tratta di una citazione, di un ammiccamento, subito superato – nella sala successiva – da un’altra esperienza sensoriale. Farcus aveva iniziato la sua attività ispirandosi a Morris Lapidus, autore tra l’altro dell’hotel di lusso “Fontainebleau” a Miami negli anni Cinquanta, che aveva stravolto gli elementi architettonici fino ad allora considerati canonici; Lapidus – come poi farà Farcus – usa molti colori, forme morbide, senza spigoli, utilizza molto la luce che, come diceva, “attrae le persone come le farfalle notturne”. La collaborazione tra i due durò fino al ’77 quando Farcus accettò il primo incarico per la Carnival (fondata dall’armatore israelo-statunitense Ted Arison, padre dell’attuale patron Micky, nel 1972). Nacque in quell’occasione un rapporto che si rivelò quanto mai duraturo: Farcus guidò i team di designer che lavorarono su tutte le successive navi di Carnival, creando uno stile molto personale e “pirotecnico”, caratterizzato da un mix di simboli pop (per esempio, la statua di Marilyn Monroe seduta al bar della Fascination; 1994) e di riferimenti più ‘alti’ come i personaggi della mitologia greca sulla Carnival Legend (2001) e la pittura impressionista sulla Conquest (2002). Solo negli ultimi tempi la collaborazione con Carnival si è allentata.

Un secondo maestro per Farcus è stato, per sua ammissione, il catalano Antoni Gaudì, anche lui un grande innovatore sia per le tecniche che per la scelta di forme avvolgenti e fantastiche. Infine suggestioni ed evocazioni dell’arte italiana si trovano disseminate su tutte le navi Costa,a testimonianza di un forte amore per il nostro Paese. Se la Atlantica vive già di contaminazioni e di omaggi, come quello a Federico Fellini, la Mediterranea (2003) ha come leitmotiv gli interni degli antichi palazzi nobiliari italiani. La Fortuna (2003) rende un consapevole tributo alle grandi imbarcazioni del passato e diventa un “non luogo” sospeso tra la realtà della nave di oggi e il fascino delle navi di ieri: forse la creazione più allegra e coinvolgente. Modello dopo modello Farcus ha creato una città ideale in cui l’ospite può tagliare i ponti con la vita quotidiana, in uno straniamento gioioso favorito anche dalle luci cangianti, dalle musiche, a volte dalla sbrigliatezza delle trovate, culminate con Concordia (2006) e Serena (2007). La grande abilità di Farcus è stata anche nel reinventare e riadattare gli stessi ambienti con stili diversi, ma utilizzando – per economie di gestione volute dalle compagnie – quasi sempre un’unica piattaforma di nave creata in origine per Carnival.

Una novità è legata alle ultime creazioni Costa: Luminosa (2009) e Deliziosa (2010), un progetto diverso il cui eco si sente in parte sulla Pacifica (2009) e anche sulla recente Favolosa. “All’inizio di questa nuova fase della nostra collaborazione – ha raccontato l’architetto a bordo della Favolosa – ho incontrato il presidente Foschi, un uomo col quale è un piacere lavorare perché è un grande amante dell’arte. Abbiamo concordato un percorso artistico originale per le due navi, percorso che si è arricchito di un budget superiore, con materiali di pregio come vetri di Murano e marmi preziosi. La compagnia tiene molto a Luminosa e Deliziosa, tanto da aver acconsentito a utilizzare costose rifiniture e un progetto architettonico originale rispetto al passato. Questo percorso architettonico è proseguito nell’ideazione della Favolosa: c’è quindi un progetto unitario in tutte le mie navi ma queste creazioni sono segnate dalle diverse ispirazioni della compagnia che ha voluto venire incontro ai gusti sempre più esigenti della clientela, soprattutto italiana”.

Un altro caso delle diverse esigenze italiane: nel progettare gli interni delle navi Costa, Farcus ha spiegato di aver sempre posto maggiormente l’accento sulla grande piazza-salotto (il Grand Bar) che invece sulle navi Carnival ospita il casinò: “È qualcosa di analogo alla piazza principale di una cittadina italiana. Questo è un esempio di come le differenze culturali (tra italiani e americani) possano determinare differenze nell’architettura generale. Gli italiani amano la danza e il Grand Bar risponde a questa esigenza”, osserva Farcus. Infine una battuta: “Gli italiani hanno gusto innato per l’arte e per il design, è giusto rispondere a questi loro desideri…E anche sui colori bisogna stare attenti. Mi è stato detto subito che è meglio non utilizzare troppo il viola, colore normalissimo in America. Invece in Italia sembra che sia considerato un colore sfortunato, forse perché è quello dei vestiti che il sacerdote indossa quando sta dando l’estrema unzione…”

 

Prof per Crocieristi.it

Author: prof

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2 Comments

  1. Incredibile.
    Pur non amando la sua architettura, condivido con lui alcuni principi.

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  2. Ha un suo stile particolare di massimo rispetto che non lo paragonerei a nessun altro architetto , ma non per le navi Italiane.

    Un saluto.

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